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Il disegno di legge di Bilancio 2027 reintroduce la possibilità di rivalutare i beni immobili d’impresa, con esclusione delle aree fabbricabili e degli immobili destinati alla produzione o alla vendita. La misura riguarda i beni risultanti dal bilancio in corso al 31 dicembre 2025 e potrà essere applicata, per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare, nel bilancio 2026. La rivalutazione potrà essere effettuata singolarmente per ciascun immobile, senza l’obbligo di coinvolgere l’intera categoria omogenea. Il riconoscimento fiscale dei maggiori valori richiederà il versamento di un’imposta sostitutiva dell’8% per gli immobili ammortizzabili e del 4% per quelli non ammortizzabili, con effetti dal 2029. Il saldo attivo costituirà una riserva in sospensione d’imposta, affrancabile mediante un’ulteriore imposta sostitutiva del 10%. Per le cessioni effettuate prima del 2032 continuerà a rilevare il valore fiscale precedente alla rivalutazione. Le imposte dovranno essere versate in un’unica soluzione, con possibilità di compensazione.