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Entro la fine del 2026 l’Agenzia delle Entrate punta a inviare circa 20mila lettere di compliance ai proprietari di fabbricati che risultano presenti sul territorio ma non censiti correttamente negli archivi catastali. Le anomalie emergono dal confronto tra cartografia catastale, ortofoto e strumenti automatizzati di analisi. La comunicazione non costituisce un atto di accertamento: il contribuente deve verificare la situazione dell’immobile e può fornire chiarimenti se il disallineamento non sussiste. Se, invece, viene confermata un’omissione, occorre procedere all’aggiornamento catastale, normalmente tramite DOCFA, valutando anche l’eventuale ricorso al ravvedimento operoso per ridurre le sanzioni. Per le omissioni più risalenti deve essere verificata anche la decadenza del potere sanzionatorio. Resta inoltre distinta la regolarità catastale da quella urbanistica: l’aggiornamento in Catasto non sana eventuali opere realizzate senza titolo edilizio.