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L’utilizzo dell’intelligenza artificiale e della robotica nei luoghi di lavoro amplia le possibilità di controllo sulla prestazione, ma impone al datore il rispetto dei limiti previsti dallo Statuto dei lavoratori, dalla normativa privacy e dall’AI Act. La Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, nell’Approfondimento del 22 settembre 2026, ricorda che i sistemi tecnologici devono essere valutati in base alle funzioni concretamente svolte, ai dati raccolti e alla capacità di monitorare l’attività dei dipendenti. Restano centrali gli obblighi di informazione, trasparenza e proporzionalità, oltre alle eventuali procedure sindacali o autorizzatorie. Per i sistemi di IA ad alto rischio, l’AI Act prevede specifici obblighi informativi e di sorveglianza umana. Le nuove tecnologie possono però assumere anche una funzione preventiva, contribuendo alla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori. Il datore deve quindi bilanciare esigenze organizzative, protezione dei dati e prevenzione dei rischi.