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Il credito alla restituzione dei versamenti in conto futuro aumento di capitale può essere ceduto a terzi anche prima che diventi esigibile. Lo ha chiarito la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 27948 del 28 ottobre 2026, intervenendo su una controversia relativa alla cessione di un credito di oltre 91.000 euro. Secondo la Suprema Corte, la natura futura o condizionata del diritto non ne impedisce il trasferimento, purché il credito non sia inesistente. Inoltre, il venir meno della destinazione delle somme all’aumento di capitale non richiede necessariamente una delibera assembleare negativa, potendo emergere anche dalle concrete decisioni societarie, come l’utilizzo delle riserve per coprire perdite. I giudici hanno infine ribadito l’autonomia tra cessione della partecipazione sociale e trasferimento del credito verso la società, trattandosi di operazioni giuridicamente distinte. La Cassazione ha quindi cassato la sentenza impugnata, riconoscendo la possibilità di trasferire crediti futuri o condizionati.