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La Commissione europea propone di prorogare fino al 30 giugno 2030 il meccanismo del reverse charge IVA applicabile alle operazioni maggiormente esposte al rischio di frodi fiscali. La proposta di direttiva COM(2026) 515 final, presentata il 1° ottobre 2026, punta a evitare l’interruzione delle misure attualmente in scadenza il 31 dicembre. L’inversione contabile trasferisce al cliente soggetto passivo l’obbligo di assolvere l’imposta, riducendo il rischio di mancato versamento da parte del fornitore. In Italia la proroga interesserebbe, tra le altre, le cessioni di telefoni cellulari, dispositivi elettronici, quote di emissione e determinate forniture energetiche. La Commissione propone inoltre di mantenere il meccanismo di reazione rapida contro le frodi IVA. L’estensione si collega alla riforma europea ViDA, che dal luglio 2030 introdurrà nuovi obblighi digitali per le operazioni intracomunitarie. La proroga richiede ancora l’approvazione europea e l’adeguamento della normativa nazionale.