28 ottobre 2026
Professionisti
28 ottobre 2026

Cassa Commercialisti, nuove regole per le pensioni: più contributi, incentivi e agevolazioni per i giovani

L’Assemblea dei Delegati approva la riforma previdenziale. Previsti un aumento graduale dell’aliquota minima, maggiori risorse destinate ai montanti pensionistici e nuove misure di flessibilità. Ora si attende il via libera dei Ministeri vigilanti
Autore: Redazione Fiscal Focus

La Cassa Dottori Commercialisti punta a rafforzare le pensioni future e a rendere il sistema previdenziale più equo tra le generazioni. L’Assemblea dei Delegati ha approvato, a larghissima maggioranza, una serie di modifiche regolamentari che intervengono sui contributi, sugli incentivi al risparmio previdenziale e sulle agevolazioni riservate ai professionisti più giovani e a quelli prossimi alla conclusione della carriera.

Il pacchetto di interventi, che dovrà ora ottenere l’approvazione dei Ministeri vigilanti, si articola in quattro misure principali, con l’obiettivo di migliorare l’adeguatezza delle prestazioni pensionistiche calcolate con il metodo contributivo, mantenendo gli equilibri finanziari di lungo periodo dell’Ente.

Una delle novità più significative riguarda la quota del contributo integrativo destinata al montante pensionistico individuale. La percentuale, attualmente fissata al 37,5% e prevista fino al 2032, diventerà strutturale e salirà al 50% fin dal primo anno di applicazione delle nuove disposizioni. Una scelta che consentirà di destinare una quota maggiore delle risorse alla costruzione della pensione futura degli iscritti.

Cambierà anche l’aliquota soggettiva minima, oggi pari al 12%, per la quale è previsto un incremento progressivo nell’arco di cinque anni. La percentuale passerà al 13% nel primo biennio, al 14% nel secondo e raggiungerà il 15% a partire dal quinto anno. L’aumento comporterà un maggiore impegno contributivo minimo per i professionisti, con la finalità di rafforzare il trattamento pensionistico futuro.

Parallelamente sarà rivisto il sistema degli incentivi riconosciuti a chi sceglie di versare contributi più elevati. Il meccanismo premiale dell’aliquota di computo crescerà in proporzione all’impegno contributivo individuale, partendo dallo 0,5% in corrispondenza dell’aliquota minima e arrivando a una maggiorazione del 6% per chi raggiungerà determinate soglie di versamento. Queste saranno pari al 21% nel primo biennio di applicazione, al 22% nel secondo e al 23% a regime.

Particolare attenzione viene riservata ai giovani commercialisti, per i quali sono previste misure finalizzate a favorire la costruzione di una posizione previdenziale più solida sin dai primi anni di attività.

Per chi si iscrive alla Cassa prima dei 43 anni, nei primi cinque anni la quota del contributo integrativo destinata al montante individuale salirà al 75%, corrispondente al 3% del volume d’affari. La misura punta a sfruttare i benefici della capitalizzazione nel lungo periodo.

Sempre per gli under 43 viene introdotta la cosiddetta promessa previdenziale, uno strumento che consentirà di programmare futuri incrementi dell’aliquota contributiva, con effetti sul montante a partire dall’anno di competenza.

Un’ulteriore agevolazione interesserà i neo-iscritti con meno di 35 anni: l’esonero dal versamento dei contributi minimi, soggettivo e integrativo, sarà esteso dagli attuali cinque a sette anni.

Le modifiche prevedono anche una maggiore flessibilità nei pagamenti. Tutti gli iscritti potranno versare i contributi minimi in quattro scadenze annuali, mentre i pensionati che proseguono l’attività professionale, a partire dai 68 anni, avranno la possibilità di ridurre fino al 50% l’aliquota soggettiva minima.

Per il presidente della Cassa Dottori Commercialisti, Ferdinando Boccia, la riforma rappresenta un passaggio importante nel percorso di rafforzamento del sistema previdenziale della categoria. Gli interventi, ha spiegato, mirano a consolidare l’equità tra le generazioni, incentivare il risparmio pensionistico e accompagnare i professionisti nelle diverse fasi della carriera.

Boccia ha inoltre sottolineato come il testo approvato sia il risultato del confronto tra Consiglio di Amministrazione, Assemblea dei Delegati e associazioni di categoria, auspicando un rapido pronunciamento dei Ministeri vigilanti per consentire l’avvio delle nuove misure e proseguire nello sviluppo di ulteriori strumenti di welfare.

L’entrata in vigore della riforma dipenderà dall’approvazione ministeriale. Se il via libera arriverà entro il 30 giugno, le modifiche saranno applicate a partire dallo stesso anno; in caso di approvazione tra il 1° luglio e il 31 dicembre, scatteranno dal 1° gennaio dell’anno successivo. Per la nuova rateizzazione dei contributi minimi è invece previsto un differimento di un ulteriore anno.

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