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Il riordino della normativa tributaria attraverso gli otto Testi unici, destinati a trovare applicazione dal 1° gennaio 2027, rappresenta un passaggio fondamentale verso un sistema fiscale più chiaro, accessibile e competitivo. La razionalizzazione delle disposizioni vigenti, oltre a semplificare l'attività degli operatori, mira a rafforzare la certezza del diritto e a favorire un contesto maggiormente attrattivo per gli investimenti.
È quanto emerso nel corso del webinar dedicato al nuovo Testo unico IVA, organizzato dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) e dalla Fondazione nazionale per la formazione dei commercialisti.
All'incontro sono intervenuti, tra gli altri, il presidente del CNDCEC, Elbano de Nuccio, il vicepresidente Vincenzo Moretta, il viceministro dell'Economia e delle Finanze, Maurizio Leo, e il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone.
Nel suo intervento, il presidente del Consiglio Nazionale, Elbano de Nuccio, ha evidenziato come il Testo unico IVA costituisca un risultato significativo del percorso di riforma fiscale, volto a superare la frammentazione normativa che, nel corso degli anni, ha reso sempre più complessa l'applicazione delle disposizioni tributarie.
Secondo il presidente, la proliferazione delle norme ha contribuito ad alimentare difficoltà interpretative, incertezze applicative e comportamenti evasivi ed elusivi.
La sistematizzazione delle disposizioni in un quadro organico consente, invece, di migliorare la comprensione e la comparabilità delle norme, agevolando l'attività dei professionisti e riducendo il rischio di controversie originate da interpretazioni divergenti.
De Nuccio ha inoltre sottolineato l'importanza della collaborazione instaurata tra il Consiglio Nazionale, il Ministero dell'Economia e delle Finanze e l'Amministrazione finanziaria, evidenziando il progressivo superamento delle precedenti contrapposizioni istituzionali a favore di un confronto costruttivo.
Un'impostazione condivisa anche dal vicepresidente del CNDCEC, Vincenzo Moretta, secondo il quale la maggiore organicità della legislazione tributaria può contribuire a superare uno degli ostacoli alla crescita economica e all'attrazione degli investimenti esteri, rappresentato proprio dall'incertezza normativa.
Il nuovo Testo unico IVA, approvato con il decreto legislativo n.10 del 19 gennaio 2026, raccoglie in 171 articoli, suddivisi in 18 titoli, le disposizioni legislative in materia di imposta sul valore aggiunto, coordinando la disciplina contenuta nel DPR. n. 633/1972 con quella introdotta dai successivi interventi normativi.
Come chiarito dal viceministro Maurizio Leo, il provvedimento ha natura compilativa e non introduce modifiche sostanziali alla disciplina IVA attualmente vigente.
L'obiettivo consiste nel ricondurre le diverse disposizioni all'interno di un quadro normativo unitario, eliminando quelle non più attuali e migliorando il coordinamento complessivo della materia.
Particolare attenzione è stata riservata alla coerenza con la normativa europea. La struttura del nuovo Testo unico segue, infatti, l'impostazione della direttiva 2006/112/CE, che costituisce il principale riferimento unionale in materia di imposta sul valore aggiunto.
Il riordino degli otto Testi unici si inserisce in un percorso più ampio, destinato a culminare nell'adozione del nuovo Codice tributario, con l'obiettivo di rendere maggiormente organico l'intero sistema fiscale.
Sull'importanza del dialogo istituzionale si è soffermato anche il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, che ha richiamato la necessità di garantire il costante aggiornamento dei Testi unici in relazione alle future modifiche legislative.
La continua evoluzione della normativa tributaria richiederà, infatti, un'attività di coordinamento e manutenzione delle disposizioni, affinché il nuovo impianto conservi nel tempo la propria organicità.
In tale prospettiva, la collaborazione con il Consiglio Nazionale dei commercialisti viene considerata un elemento essenziale per migliorare la qualità della legislazione e favorirne un'applicazione uniforme.