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Estensione dell’iperammortamento agli investimenti effettuati anche al di fuori dello Spazio economico europeo, chiarimenti sull’IVA nelle permute, rottamazione quinquies e un nuovo canale di confronto diretto tra commercialisti e Agenzia delle Entrate. Sono questi alcuni dei temi centrali emersi a Napoli nel corso del forum nazionale “Le novità fiscali, la legge di Bilancio 2026”, promosso dall’Ordine e dalla Fondazione dei dottori commercialisti e degli esperti contabili partenopei.
Ad aprire i lavori è stato il viceministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo, che ha indicato tra i dossier più rilevanti quello relativo all’iperammortamento, misura che ha preso il posto del precedente sistema dei crediti d’imposta. Il nodo, ha spiegato, riguarda l’attuale perimetro applicativo dell’agevolazione, oggi limitata agli investimenti realizzati all’interno dello Spazio economico europeo. Una delimitazione che il Governo punta ora a superare, recependo le sollecitazioni provenienti dal mondo imprenditoriale, come confermato proprio il 12 marzo dallo stesso MEF tramite un comunicato stampa ufficiale.
L’obiettivo dell’intervento è ampliare la portata del beneficio fiscale anche agli investimenti effettuati in altre aree del mondo, in modo da rafforzare la capacità competitiva delle imprese e accompagnarne i processi di crescita e internazionalizzazione. Secondo quanto riferito da Leo, il provvedimento potrebbe essere definito già nel prossimo Consiglio dei ministri. Un passaggio che consentirebbe anche di sbloccare il decreto attuativo collegato alla misura, atteso dal sistema produttivo.
Nel suo intervento, il viceministro ha toccato anche la questione dell’IVA nelle permute, precisando che per i contratti stipulati entro il 31 dicembre 2025 continuerà ad applicarsi la disciplina previgente. Un chiarimento che punta a preservare certezza normativa e continuità per i rapporti già avviati.
Sul piano operativo, particolare attenzione ha suscitato l’intervento del direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, che ha annunciato l’arrivo di nuovi documenti di prassi amministrativa. Tra questi, una circolare dedicata al Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, destinata a entrare nei prossimi giorni in consultazione.
L’Agenzia, ha spiegato, è impegnata anche nella predisposizione di ulteriori provvedimenti con l’obiettivo di offrire supporto tanto ai contribuenti quanto agli uffici, favorendo un’applicazione omogenea delle regole su tutto il territorio nazionale.
Carbone ha poi richiamato l’attenzione su un altro profilo rilevante per gli operatori: il monitoraggio dell’attività degli enti locali che possono far confluire i propri crediti nella rottamazione quinquies. Un aspetto che, sul piano applicativo, potrebbe incidere in modo significativo sulla platea dei soggetti interessati e sull’effettiva portata dello strumento.
Sulla quinquies, Leo ha invece evidenziato la funzione della misura come strumento di regolarizzazione per i contribuenti, sottolineando la sostenibilità del piano di pagamento grazie a una rateazione ampia.
Dal punto di vista della categoria professionale, il passaggio più politico e atteso è arrivato dal presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti Elbano de Nuccio, che ha rilanciato il tema del rapporto tra professionisti e amministrazione finanziaria. Secondo de Nuccio, la Legge di Bilancio 2026 si inserisce in un percorso orientato alla concretezza e al sostegno dell’economia reale, all’interno del quale il ruolo dei commercialisti resta centrale, in quanto anello di collegamento tra fisco e contribuenti.
Proprio su questo versante, ha detto De Nuccio, l'Amministrazione ha concluso la fase di pianificazione interna per dare attuazione a un nuovo modello di interlocuzione con la categoria. Nelle prossime settimane dovrebbero infatti partire le prime aperture degli uffici dedicate ai commercialisti, con corsie preferenziali pomeridiane pensate per favorire un confronto diretto con funzionari e dirigenti. Si tratta, ha osservato, di un risultato di particolare rilievo, perché destinato a superare le rigidità del cosiddetto “muro digitale” e a migliorare l’efficienza dell’azione amministrativa e dell’attività professionale.
Sullo stesso punto - la funzione dei commercialisti nel sistema fiscale - anche Matteo De Lise, presidente dell’Odcec di Napoli, che ha letto la Manovra 2026 come un possibile volano per famiglie, imprese e professionisti della Campania, soprattutto per gli interventi che riguardano Irpef, investimenti e lavoro. Al tempo stesso, ha avvertito, le misure previste dovranno essere accompagnate da una più incisiva semplificazione normativa e da strumenti realmente in grado di sostenere la crescita economica del territorio.
Sulla stessa linea anche Vincenzo Moretta, presidente della Fondazione Odcec Napoli: i commercialisti, ha spiegato, restano gli intermediari privilegiati nel rapporto tra amministrazione e contribuente. Da qui la necessità di costruire canali di interlocuzione più rapidi ed efficaci con gli uffici, così da accelerare la gestione delle pratiche di imprese e famiglie e affrontare con maggiore tempestività sia le questioni fiscali sia i contenziosi.