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In vista della scadenza del 2 novembre 2026 per la presentazione dei modelli Redditi, torna centrale la questione dell’omessa compilazione del quadro RQ da parte delle società che hanno effettuato operazioni agevolate. Secondo la prassi dell’Agenzia delle Entrate, l’opzione si perfeziona attraverso l’indicazione in dichiarazione dei valori dei beni e dell’imposta sostitutiva. Resta controversa, tuttavia, la possibilità di sanare l’omissione. Tre recenti pronunce della giurisprudenza tributaria di merito hanno espresso orientamenti differenti: le Corti della Lombardia e della Sardegna hanno riconosciuto, con motivazioni diverse, la possibilità di rimediare all’irregolarità, mentre quella della Campania ha escluso l’efficacia della dichiarazione integrativa presentata oltre novanta giorni. Una possibile soluzione è rappresentata dalla remissione in bonis, subordinata al possesso dei requisiti sostanziali, all’esecuzione dell’adempimento entro la prima dichiarazione utile e al versamento della sanzione di 250 euro. Resta comunque necessaria una valutazione delle singole fattispecie.