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L’accollo del debito d’imposta consente a un soggetto terzo di assumere il pagamento di un debito fiscale altrui, ma nel sistema tributario italiano presenta forti limitazioni. È ammesso solo l’accollo cumulativo, nel quale il debitore originario resta sempre obbligato verso l’Erario, mentre l’accollante assume il ruolo di coobbligato senza diventare contribuente. La regola fondamentale è il divieto assoluto di compensazione: i crediti dell’accollante non possono essere utilizzati per estinguere debiti dell’accollato. Il pagamento deve avvenire esclusivamente tramite modello F24, indicando il codice fiscale dell’accollato e il codice identificativo “80” per l’accollante. I versamenti effettuati in violazione delle regole sono considerati non avvenuti, con applicazione di sanzioni e interessi. Nei casi più gravi può configurarsi il reato di indebita compensazione. L’accollo resta quindi utilizzabile solo come strumento interno di gestione finanziaria, senza effetti nei confronti del rapporto tributario principale.