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La circolare chiarisce come si determina la natura fiscale di un Ente del Terzo Settore attraverso un confronto matematico tra componenti commerciali e non commerciali. Un ETS è considerato non commerciale quando svolge in via esclusiva o prevalente attività di interesse generale; diventa invece commerciale se i proventi commerciali superano le entrate non commerciali nello stesso periodo d’imposta. Tra gli elementi da conteggiare rientrano, da un lato, ricavi da attività svolte con modalità d’impresa, proventi da attività diverse e contributi destinati a finanziare attività commerciali; dall’altro, contributi, sovvenzioni, liberalità e quote associative, oltre ai contributi pubblici e privati non corrispettivi. Restano esclusi dal calcolo, pur potendo essere tassati se commerciali, sponsorizzazioni, pubblicità, raccolte fondi e attività occasionali. Una volta acquisita la qualifica commerciale, si applicano le norme del TUIR compatibili con il Codice del Terzo Settore e ogni entrata può concorrere alla formazione del reddito d’impresa.