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Il documento chiarisce il ruolo del revisore nella sottoscrizione della Dichiarazione IVA 2026, evidenziando che si tratta di una facoltà e non di un obbligo. La firma rappresenta un’alternativa al visto di conformità e consente la compensazione o il rimborso del credito IVA oltre determinate soglie. Il revisore deve svolgere controlli sostanziali, verificando la coerenza tra contabilità e dichiarazione, analizzando fatture, crediti IVA e operazioni particolari, incluse quelle intracomunitarie o soggette a regimi speciali. L’intensità dei controlli varia in base al rischio: se il credito IVA è elevato, le verifiche sono complete; in caso contrario si applica un campionamento. È raccomandato un approccio combinato tra metodi statistici e professionali. Fondamentale è la documentazione delle attività tramite working papers, che garantiscono tracciabilità e difendibilità. Il revisore assume responsabilità rilevanti e deve firmare solo in presenza di evidenze sufficienti e attendibili.