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Il credito IVA annuale deve essere determinato sulla base dei versamenti effettivamente eseguiti e non solo delle risultanze delle liquidazioni periodiche. Il principio cardine stabilisce che il credito spettante dipende dall’imposta realmente versata: il credito “potenziale”, calcolato sull’IVA dovuta, può differire da quello “effettivo” se i versamenti non sono stati eseguiti o sono stati effettuati tardivamente.
Nel quadro VL della dichiarazione IVA 2026 viene distinto il credito effettivo da quello potenziale, evidenziando IVA dovuta, versata e differenze. Il quadro VQ consente di recuperare negli anni successivi il credito maturato da versamenti tardivi o non spontanei, trasformandolo in credito utilizzabile.
La corretta compilazione richiede l’indicazione dell’anno di riferimento, delle differenze tra IVA dovuta e versata e dei pagamenti successivi alla dichiarazione. Una gestione precisa dei dati consente di evitare errori nel calcolo del credito e di recuperare correttamente eventuali eccedenze maturate.