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Dal 1° gennaio 2026 il lavoro occasionale in agricoltura (contratto LOAgri) diventa una disciplina strutturale dell’ordinamento italiano, dopo una fase sperimentale iniziata con la Legge di Bilancio 2023. Lo strumento consente alle imprese agricole di far fronte a esigenze stagionali o temporanee di manodopera, garantendo allo stesso tempo tutele previdenziali, assicurative e retributive ai lavoratori.
Il rapporto è qualificato come lavoro subordinato a tempo determinato, ma con procedure amministrative semplificate. Possono essere impiegati solo alcuni soggetti: disoccupati, percettori di ammortizzatori sociali, pensionati, giovani under 25 studenti e detenuti ammessi al lavoro esterno.
Il lavoratore può prestare attività fino a un massimo di 45 giornate lavorative annue; il superamento di questo limite comporta la trasformazione automatica del rapporto in contratto a tempo indeterminato. Il datore di lavoro deve effettuare la comunicazione al Centro per l’Impiego, registrare il lavoratore nel Libro Unico del Lavoro e rispettare le retribuzioni previste dai contratti collettivi del settore agricolo.