8 ottobre 2026

Dividendi e soglia del 40%, rilevanza ai fini dell’esclusione dal CPB

Autore: Chiara Aiello

Una S.r.l. ha percepito nel 2025 dividendi da un’altra S.r.l., che concorrono alla formazione del reddito imponibile nella misura del 5%. L’ammontare dei dividendi risulta superiore al 40% del reddito derivante dall’esercizio d’impresa. Tali proventi devono essere considerati tra i redditi esenti, esclusi o non concorrenti alla base imponibile ai fini del CPB 2026-2027, determinando quindi una causa di esclusione?

Ai fini dell’accesso al Concordato preventivo biennale, l’articolo 11, comma 1, lettera b-bis), del decreto legislativo n. 13/2024 prevede una specifica causa di esclusione legata alla presenza di redditi esenti, esclusi o non concorrenti alla base imponibile.

La disposizione opera quando, nel periodo d’imposta precedente a quello cui si riferisce la proposta di concordato, il contribuente consegue, nell’esercizio d’impresa o di arti e professioni, redditi o quote di redditi esenti, esclusi o non concorrenti alla base imponibile in misura superiore al 40% del reddito derivante dall’esercizio dell’attività. La previsione, tuttavia, non riguarda indistintamente tutte le componenti di reddito che, in base alle ordinarie regole di determinazione del reddito d’impresa, concorrono solo in parte alla formazione della base imponibile.

Ai fini del raggiungimento della soglia del 40% assumono infatti rilevanza i redditi esenti, esclusi o non concorrenti alla base imponibile in forza di disposizioni agevolative riguardanti specifiche attività. Occorre, quindi, distinguere tali fattispecie dalle componenti reddituali per le quali il legislatore prevede, nell’ambito delle ordinarie regole di determinazione del reddito d’impresa, una partecipazione soltanto parziale alla formazione dell’imponibile.

In quest’ultima categoria rientrano, ad esempio, le plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni che beneficiano del regime della participation exemption (PEX) e i dividendi percepiti nell’esercizio dell’attività d’impresa. In questo caso pertanto, la circostanza che i dividendi percepiti dalla S.r.l. concorrano alla formazione del reddito imponibile soltanto nella misura del 5% non comporta che il restante 95% debba essere considerato, ai fini della causa di esclusione dal CPB, come reddito esente, escluso o non concorrente alla base imponibile rilevante per il superamento della soglia prevista dall’articolo 11.

Di conseguenza, i dividendi percepiti dalla S.r.l. non concorrono alla verifica della soglia del 40% prevista dall’articolo 11, comma 1, lettera b-bis), del decreto legislativo n. 13/2024. Il loro ammontare, anche qualora sia superiore al 40% del reddito derivante dall’esercizio d’impresa, non determina, per tale ragione, una causa di esclusione dal CPB 2026-2027.

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