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Con le risposte 45-49 del 24 febbraio 2026 l’Agenzia delle entrate chiarisce alcune questioni chiave su esclusioni e cessazioni del concordato preventivo biennale (CPB), distinguendo tra operazioni ordinarie e eventi che alterano davvero la capacità reddituale concordata. Nella risposta 45, per i lavoratori autonomi che partecipano anche ad associazioni o STP, l’esclusione scatta solo se l’ente collettivo non aderisce al CPB per gli stessi periodi d’imposta e se l’attività è riconducibile ad ambiti con ISA approvati; in assenza di omogeneità e di sovrapposizione dei bienni, l’adesione del professionista resta possibile. La risposta 46 afferma che l’affitto d’azienda o di ramo d’azienda non rientra tra le cause tipizzate di cessazione (art. 21 Dlgs 13/2024), perché non modifica la soggettività dell’impresa né equivale alle operazioni straordinarie elencate. La risposta 47 qualifica invece la sospensione dell’attività professionale, formalmente comunicata, come causa eccezionale che fa cessare il CPB quando determina uno scostamento delle basi imponibili superiore al 30%, con perdita anche dei benefici premiali ISA.