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La riforma penale-tributaria rafforza il valore della collaborazione del contribuente: il sequestro preventivo finalizzato alla confisca non può essere disposto se il debito fiscale è in corso di estinzione tramite rate regolari, anche dopo adesione al PVC o in procedure conciliative. La modifica dell’art. 12-bis del D.Lgs. 74/2000, introdotta dal D.Lgs. 87/2024, mira a privilegiare la condotta riparatoria rispetto alla sola repressione.
La Guardia di Finanza ha chiarito che, dopo un PVC, l’eventuale adesione con rateizzazione deve essere comunicata tempestivamente alla Procura, insieme alla notizia di reato. Questo consente al pubblico ministero di valutare se sussistano i presupposti per evitare il sequestro. La tutela non è automatica: resta possibile la misura cautelare in presenza di rischio di dispersione patrimoniale o gravità del fatto.
L’adesione e i pagamenti regolari assumono quindi valore strategico anche sul piano penale, incidendo sulla possibilità di subire vincoli reali sui beni.