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La Cassazione, con la sentenza n. 10297 del 18 marzo 2026, ha stabilito che la confisca tributaria, anche per equivalente, non può essere eseguita se il contribuente sta pagando regolarmente un debito fiscale oggetto di rateizzazione. La decisione chiarisce un punto centrale nei reati tributari: l’azione ablativa dello Stato non può ostacolare un percorso di regolarizzazione già in corso. Nel caso esaminato, la difesa aveva chiesto la revoca o la sospensione della confisca, evidenziando che il debito era stato definito e in parte già versato, con piano di rientro ancora attivo. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, richiamando l’articolo 12-bis del D.lgs. 74/2000 e sottolineando che la ratio della norma è favorire il pagamento, anche dilazionato. Per questo ha annullato con rinvio l’ordinanza impugnata, demandando al giudice dell’esecuzione la verifica del corretto pagamento delle rate dovute da parte del contribuente.