Rimani aggiornato!
Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.
Per chi ha aderito al Concordato preventivo biennale 2024-2025, il periodo d’imposta 2025 è un passaggio decisivo. Da un lato, rappresenta il secondo e ultimo anno di efficacia del concordato, con imposte determinate sul reddito concordato e obbligo di compilare comunque i quadri reddituali ordinari e il quadro CP. Dall’altro, il reddito effettivo 2025, depurato delle componenti non concordabili, diventa la base per l’eventuale nuova proposta relativa al biennio 2026-2027. Su questo dato si gioca quindi non solo il rinnovo, ma anche il rischio di futura decadenza. Resta inoltre da valutare l’eventuale applicazione dell’imposta sostitutiva sul maggior reddito concordato, calcolata sulla differenza rispetto al reddito di riferimento 2023 e modulata in base al punteggio ISA. In caso di rinnovo, però, l’attenzione si sposta sul 2025: eventuali rettifiche, integrazioni o irregolarità rilevanti in questa annualità possono incidere sulla nuova proposta e determinare la decadenza dal concordato.