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Dopo la scadenza per la trasmissione e la consegna della Certificazione Unica si apre la fase delle correzioni, particolarmente delicata per sostituti d’imposta e intermediari. La disciplina prevede una sanzione di 100 euro per ogni CU omessa, tardiva o errata, con un tetto massimo di 50.000 euro per sostituto. Se però la trasmissione corretta avviene entro 60 giorni dalla scadenza, la sanzione si riduce a un terzo, pari a 33,33 euro per ciascuna certificazione, fino a un massimo di 20.000 euro. Nessuna sanzione, invece, per gli errori materiali corretti entro cinque giorni. La novità più rilevante arriva con la circolare n. 12/E del 31 maggio 2024, con cui l’Agenzia delle Entrate ammette il ravvedimento operoso anche per l’invio tardivo delle CU. Resta però escluso il cumulo giuridico: la sanzione si applica a ogni singola certificazione, anche in caso di regolarizzazione spontanea.