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Nel processo tributario la rimessione in termini rappresenta uno strumento fondamentale per evitare che una decadenza causata da eventi non imputabili alla parte comporti la perdita definitiva del diritto di difesa. L’istituto, previsto dall’art. 153 c.p.c. e richiamato dal d.lgs. n. 546/1992, consente infatti di recuperare termini processuali anche decisivi, ma solo in presenza di un impedimento oggettivo, imprevedibile e inevitabile, riconducibile al caso fortuito o alla forza maggiore. Non basta quindi allegare una generica difficoltà: occorre dimostrare il nesso concreto tra l’evento impeditivo e l’impossibilità di rispettare la scadenza. La richiesta deve inoltre essere proposta nel primo atto utile, senza ulteriori ritardi, e deve riguardare direttamente l’atto impositivo da impugnare. In ambito tributario, dove i termini sono brevi e le preclusioni particolarmente rigide, la rimessione in termini costituisce così un salvagente processuale, ma solo se usato con tempestività, precisione e adeguato supporto probatorio.