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Con la risposta a interpello n. 46 del 24 febbraio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che l’affitto d’azienda non rientra tra le cause di cessazione del concordato preventivo biennale. Il caso riguardava una società che, pur avendo aderito al CPB per il biennio 2024-2025, intendeva concedere in affitto l’azienda a un’altra società partecipata dagli stessi soci per ragioni organizzative ed efficientamento gestionale. Secondo l’Agenzia, le cause di cessazione previste dalla norma riguardano operazioni straordinarie che incidono sulla soggettività giuridica o sulla capacità reddituale del contribuente, come fusioni, scissioni, conferimenti o modifiche della compagine sociale. L’affitto d’azienda, invece, comporta solo un trasferimento temporaneo dell’attività e non altera in modo strutturale i presupposti su cui si fonda il concordato. Il chiarimento è rilevante perché conferma che operazioni gestionali anche importanti non determinano automaticamente la perdita del regime, salvo verifiche concrete su eventuali altri profili di esclusione o decadenza.