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Con il decreto legislativo n. 87 del 2024, il quadro normativo sui crediti d’imposta non spettanti è diventato più chiaro, soprattutto sul piano definitorio e sanzionatorio. Rientrano in questa categoria i crediti fruiti in violazione delle modalità di utilizzo, oltre i limiti di legge, senza gli adempimenti richiesti o in presenza di fatti non coerenti con la disciplina agevolativa. Dal 1° settembre 2024, il loro utilizzo in compensazione è assimilato all’omesso versamento, con applicazione, in via generale, della sanzione del 25% del credito compensato.
Restano però aperte alcune criticità. La prima riguarda la “rigenerazione” dei crediti effettivamente esistenti ma usati in eccesso o irregolarmente: secondo l’Amministrazione, per recuperarli occorre riversare quanto compensato, con interessi e sanzioni, prima di poterli riutilizzare. La seconda concerne le omissioni del quadro RU: dopo la riforma, tali violazioni rischiano di essere sanzionate in modo più severo, con una combinazione di sanzione fissa e proporzionale.