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Il decreto attuativo Mimit-Mef, in via di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, definisce i criteri per accedere all’agevolazione sugli investimenti in impianti destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Il punto chiave è il limite di dimensionamento: la producibilità massima attesa dell’impianto non potrà superare il 105% del fabbisogno energetico della struttura produttiva interessata. La misura punta così a sostenere l’autoconsumo aziendale, evitando investimenti sovradimensionati destinati prevalentemente all’immissione in rete. Per calcolare il fabbisogno si farà riferimento ai consumi medi annui del 2025 o dell’esercizio precedente l’avvio del progetto, includendo consumi elettrici e termici. Centrale sarà la perizia tecnica asseverata, chiamata a certificare il rispetto dei requisiti, pena il rischio di revoca dell’agevolazione. Sono inoltre ammessi i sistemi di accumulo, con spese riconosciute fino a 900 euro per kWh, insieme a impianti, trasformatori, misuratori e beni funzionali all’autoconsumo energetico dell’impresa.