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Il D.Lgs. 87/2024 modifica il sistema sanzionatorio applicabile alle violazioni del reverse charge, introducendo penalità più proporzionate per errori e omissioni del cessionario o committente. In caso di mancato adempimento degli obblighi di inversione contabile, come l’omessa integrazione o registrazione della fattura, la sanzione amministrativa passa a un importo compreso tra 500 e 10.000 euro, rispetto al precedente massimo di 20.000 euro. Se l’operazione non risulta dalla contabilità, si applica una sanzione pari al 5% dell’imponibile, con minimo di 1.000 euro. Resta invece la sanzione del 70% dell’imposta non detraibile quando l’IVA non poteva essere legittimamente portata in detrazione. La riforma amplia inoltre da 30 a 90 giorni il termine per regolarizzare le irregolarità del fornitore, tramite autofattura o documento TD29, favorendo correzioni tempestive e maggiore collaborazione con l’Amministrazione finanziaria.