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La Legge di Bilancio 2026 modifica la disciplina delle locazioni brevi riducendo da quattro a due immobili la soglia oltre la quale scatta la presunzione di attività imprenditoriale. Dal terzo immobile locato brevemente nello stesso anno, il contribuente può essere obbligato ad aprire partita IVA. Restano dubbi interpretativi nei casi di comproprietà o sublocazione. Chi svolge l’attività in forma imprenditoriale può scegliere il regime forfettario con codice Ateco 55.20.42, coefficiente di redditività del 40% e imposta sostitutiva del 15%, ridotta al 5% nei casi agevolati. In alternativa, si applica il regime IVA ordinario o quello di esenzione previsto per le locazioni abitative. Se l’attività assume caratteristiche alberghiere o para-alberghiere, si applica invece l’IVA al 10%. Il testo esamina anche la tassazione IRPEF e la cedolare secca, che dal secondo immobile locato sale al 26%.