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Il decreto fiscale, approvato dal Senato il 14 maggio e ora all’esame della Camera, interviene sui pagamenti della Pubblica amministrazione ai professionisti, correggendo la stretta prevista dalla Legge di Bilancio 2026. Dal 15 giugno 2026 la compensazione automatica tra compensi dovuti dalla PA e somme iscritte a ruolo scatterà solo se i debiti fiscali superano la soglia di 5mila euro. Senza la modifica, i professionisti avrebbero potuto subire blocchi o trattenute anche per debiti di importo ridotto, a differenza delle imprese. L’emendamento elimina quindi una disparità molto contestata e rende il sistema più uniforme. Prima del pagamento, la PA verifica l’eventuale inadempienza del beneficiario e, sopra soglia, può bloccare o decurtare le somme. Per gli studi diventa essenziale controllare estratti di ruolo, rateazioni, definizioni agevolate e impatto sulla liquidità dei professionisti.