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Il contratto a tempo determinato può proseguire oltre la scadenza senza una proroga immediata, attraverso la cosiddetta “prosecuzione di fatto”. Questo strumento consente al datore di lavoro di mantenere il lavoratore per pochi giorni in più, purché siano rispettati limiti precisi. La prosecuzione comporta una maggiorazione della retribuzione: 20% per ogni giorno fino al decimo successivo alla scadenza e 40% per i giorni ulteriori. Se però il rapporto continua troppo a lungo, il contratto si trasforma automaticamente a tempo indeterminato: dal 31° giorno per contratti inferiori a sei mesi e dal 51° giorno per quelli di durata pari o superiore. Restano validi i limiti su proroghe, rinnovi, durata massima di 24 mesi e divieti previsti dalla legge. La prosecuzione di fatto non richiede comunicazione preventiva, ma va registrata nel Libro Unico del Lavoro.