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La Cassazione, con l’ordinanza n. 18398/2026, ha chiarito il trattamento IVA delle vendite online effettuate da un rivenditore italiano che acquista beni da un fornitore UE con spedizione diretta al cliente finale in Italia. La Corte considera l’intera operazione come una cessione “a catena” unitaria e non come due rapporti distinti. Pertanto, prevale la disciplina degli acquisti intracomunitari prevista dall’art. 40 del DL 331/1993. Se il bene parte da un altro Stato membro e arriva in Italia, l’IVA deve essere assolta nel Paese di consumo, cioè in Italia. Il rivenditore italiano deve integrare la fattura ricevuta dal fornitore estero tramite reverse charge e applicare l’IVA sulla successiva vendita al consumatore finale. Non è quindi possibile qualificare la vendita come fuori campo IVA soltanto perché il bene, al momento dell’ordine, si trova ancora all’estero.