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Il contributo evidenzia le principali criticità nella gestione dei rapporti di lavoro stagionale, disciplina che beneficia di importanti deroghe rispetto ai contratti a termine ordinari. Tra gli errori più frequenti vi sono la qualificazione impropria di attività come stagionali, l’assenza di specifici riferimenti normativi o contrattuali nel contratto e l’errata applicazione delle deroghe sui limiti di durata e sulle causali. Particolare attenzione va riservata ai limiti quantitativi, al diritto di precedenza dei lavoratori stagionali e alle regole previste dai contratti collettivi di settore, soprattutto nel turismo e nei pubblici esercizi. L’articolo richiama inoltre le particolarità relative al contributo addizionale NASpI e alla gestione delle assenze per malattia. Gli ispettori verificano soprattutto la reale esistenza dei presupposti della stagionalità, richiedendo che il datore dimostri esigenze effettivamente temporanee, cicliche e riconducibili alle fattispecie previste dalla normativa.