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Il provvedimento dell’Agenzia delle entrate del 17 giugno 2026 definisce i criteri per selezionare i modelli 730/2026 a rimborso da sottoporre a controllo preventivo. L’attenzione riguarda soprattutto le dichiarazioni modificate rispetto alla precompilata, quando le variazioni incidono sul reddito, sull’imposta o sull’importo del rimborso. Gli elementi di incoerenza possono emergere da scostamenti significativi rispetto a certificazioni uniche, modelli di versamento, dati trasmessi da enti esterni e dichiarazione dell’anno precedente. Rilevano anche eventuali irregolarità fiscali pregresse del contribuente. Prima dell’invio è quindi opportuno verificare la coerenza dei dati, conservare la documentazione e spiegare al cliente che il rimborso potrebbe non arrivare nei tempi ordinari. Il controllo può avvenire in via automatizzata o tramite richiesta di documenti, entro quattro mesi dalla scadenza di trasmissione o dall’invio tardivo. Il rimborso, se spettante, è erogato entro il sesto mese, senza che la verifica comporti automaticamente il diniego della somma richiesta.