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L’articolo analizza l’Ordinanza n. 9604/2026 della Corte di Cassazione, che conferma la possibilità per l’Amministrazione finanziaria di utilizzare le movimentazioni bancarie dei soci per accertare maggiori imponibili a carico della società. La Corte chiarisce che non è necessario dimostrare la fittizia intestazione dei conti correnti ai soci: è sufficiente che emerga, attraverso presunzioni gravi, precise e concordanti, una sostanziale riconducibilità delle somme all’attività aziendale. Nel caso esaminato hanno assunto rilievo la qualità di socio, i rapporti familiari tra i soggetti coinvolti e l’assenza di adeguate giustificazioni sulle movimentazioni. Una volta costruito un valido quadro presuntivo, l’onere della prova passa alla società, che deve dimostrare la natura personale o fiscalmente irrilevante delle operazioni contestate. La pronuncia richiama imprese e professionisti alla necessità di documentare accuratamente finanziamenti, anticipazioni e rapporti economici tra soci e società, garantendo piena tracciabilità dei flussi finanziari.