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Il contributo analizza la modifica prevista dallo schema di decreto correttivo Omnibus che innalza dall’11% al 20% la ritenuta sui dividendi distribuiti da società italiane ai fondi pensione residenti nell’Unione europea, nello SEE e ai sottoconti esteri dei PEPP. L’obiettivo è allineare l’aliquota a quella applicata ai fondi pensione italiani, pur mantenendo differenze nella base imponibile: in Italia si tassa il risultato netto della gestione, mentre per i fondi esteri la ritenuta colpisce il dividendo distribuito. L’articolo confronta il nuovo regime con quello ordinario del 26%, con le agevolazioni previste per OICR e società UE e con il trattamento dei fondi extra UE. Vengono inoltre evidenziati i possibili effetti sulle convenzioni contro le doppie imposizioni e sulla libera circolazione dei capitali, nonché le verifiche operative che intermediari e società dovranno effettuare per applicare correttamente la ritenuta.