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Il 30 giugno 2026 è scaduto il termine per presentare la dichiarazione IMU relativa al 2025, compresa quella degli enti non commerciali. I contribuenti che hanno omesso l’adempimento possono regolarizzarsi entro il 30 luglio, beneficiando della riduzione prevista per i ritardi non superiori a 30 giorni. Combinando tale beneficio con il ravvedimento operoso, la sanzione scende al 3,33% dell’imposta non versata. Se il tributo è stato regolarmente pagato, la penalità è calcolata sul minimo ordinario di 50 euro. Per perfezionare il ravvedimento occorre presentare la dichiarazione e versare la sanzione ridotta, l’eventuale imposta e gli interessi. Dopo il 30 luglio, la regolarizzazione resta possibile fino al 28 settembre 2026, ma la sanzione sale al 10%. Superati i 90 giorni, il ravvedimento non è più ammesso. La dichiarazione tardiva, inoltre, potrebbe non salvare le agevolazioni per le quali la presentazione tempestiva costituisce una condizione essenziale.