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Cambiano alcune regole dell’Assegno unico e universale per le situazioni transfrontaliere. Le novità riguardano in particolare i figli fiscalmente a carico residenti in un altro Paese dell’Unione europea e i cittadini UE che lavorano in Italia senza esservi residenti. L’INPS ha chiarito che, ai fini del diritto all’AUU, possono essere considerati anche i figli residenti in un altro Stato membro, purché fiscalmente a carico secondo la normativa italiana. Questa apertura, però, non modifica automaticamente la composizione del nucleo familiare ai fini ISEE: residenza, carico fiscale e nucleo ISEE restano elementi distinti. Anche i lavoratori UE non residenti che svolgono un’attività in Italia possono accedere all’Assegno unico, ma il beneficio viene rapportato alla durata effettiva del lavoro svolto nel territorio nazionale. Chi si trova in una situazione transfrontaliera deve quindi verificare attentamente residenza dei figli, carico fiscale, posizione lavorativa ed eventuale ISEE utilizzabile.