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L'esenzione dalla ritenuta sui dividendi distribuiti tra società di diversi Stati membri può essere negata anche quando la controllante svolge un'attività economica effettiva. Lo ha chiarito la Corte di giustizia dell'Unione europea nella sentenza del 15 ottobre 2026, causa C-203/25, relativa alla controversia NEO GROUP. Secondo i giudici, l'applicazione della clausola antiabuso prevista dalla direttiva madre-figlia richiede una valutazione complessiva delle operazioni effettuate all'interno del gruppo. Non rileva soltanto la posizione della società beneficiaria dei dividendi, ma anche l'eventuale trasferimento successivo delle somme attraverso finanziamenti, cessioni di crediti o altre operazioni. La presenza di una società realmente operativa non esclude quindi automaticamente l'esistenza di una costruzione abusiva. Resta però a carico dell'Amministrazione finanziaria l'onere di dimostrare l'assenza di valide ragioni economiche e la finalità di conseguire un vantaggio fiscale indebito, senza ricorrere a presunzioni automatiche.