13 marzo 2013
13 marzo 2013

10:00 - Parlamento europeo: povertà ha volto femminile

Crisi colpisce più le donne

Le donne, più degli uomini, soffrono a causa della crisi che ha portato a tagli dei bilanci e della spesa sociale, che devono quindi essere compensati da investimenti nella formazione professionale e nell'imprenditoria femminile. E' il monito lanciato dal Parlamento europeo in una risoluzione non vincolante sull'impatto della crisi sulla parità di genere e i diritti delle donne, approvata con 495 voti favorevoli, 96 contrari e 69 astensioni. Due altre risoluzioni riguardano le misure di lotta contro gli stereotipi di genere nell'Ue e la tutela dei diritti delle donne nell'Africa del Nord.
"Le donne si trovano ad affrontare una crisi silenziosa che peggiora e indebolisce la loro condizione. Prima della crisi economica la disoccupazione, il lavoro precario e a tempo parziale, i salari bassi e le carriere lente già colpivano le donne più degli uomini. Oggi, con gli effetti delle politiche di austerità, alle donne viene inflitta una doppia punizione", ha dichiarato la relatrice Elisabeth Morin-Chartier (Ppe, Fr) nel dibattito di lunedì sulla Giornata internazionale della donna.
Il Parlamento europeo evidenzia come i tagli all'istruzione e all'assistenza all'infanzia abbiano spinto le donne a cercare un lavoro part-time, riducendo in tal modo non solo il loro reddito, ma anche le loro pensioni. Gli eurodeputati ribadiscono che, per rilanciare la crescita e contrastare gli effetti della crisi spesso causati dagli uomini, gli Stati membri devono investire nella formazione continua, nella riqualificazione delle politiche, nel telelavoro e in nuovi posti di lavoro, come pure promuovere l'imprenditorialità femminile e lo sviluppo dei servizi di custodia dei bambini. Inoltre, le donne devono essere incluse nel processo decisionale e deve essere promosso l'equilibrio di genere nei consigli d'amministrazione.
La risoluzione non vincolante sull'eliminazione degli stereotipi di genere nell'Ue è stata approvata con 368 voti favorevoli, 159 contrari e 98 astensioni. Per gli eurodeputati, gli stereotipi di genere contribuiscono alla femminilizzazione della povertà. Essi persistono sul mercato del lavoro specialmente in settori come l'ingegneria e l'assistenza all'infanzia, portando alla segregazione occupazionale e al differenziale retributivo di genere.
"Stereotipi e retribuzioni inferiori aumentano il rischio per le donne di cadere in povertà, in particolare per le donne anziane, anche a causa delle pensioni basse", ha affermato la reltrice Katrika Tamara Liotard (Gue/Ngl, Nl), che ha aggiunto: "I media possono contribuire a ridurre gli stereotipi delle donne".
Il Parlamento europeo invita la Commissione e gli Stati membri a utilizzare i programmi comunitari, quali il Fondo sociale europeo, per avere un maggior numero di donne nelle professioni in cui sono sottorappresentate e per garantire la parità di retribuzione per lo stesso lavoro. Gli eurodeputati chiedono misure per combattere gli stereotipi di genere in materia di istruzione, a partire dalla scuola materna, nella pubblicità e nei media, nel mercato del lavoro e nella politica. Insistono, inoltre, sul fatto che l'immagine femminile deve essere riportata in modo da rispettare la dignità della donna.
Il Parlamento euroepeo chiede, poi, di utilizzare più efficacemente gli strumenti comunitari, per tutelare i diritti delle donne nei paesi del Nord Africa e chiede alle autorità dei paesi interessati di inserire nelle proprie costituzioni il principio dell'uguaglianza tra donne e uomini e di porre fine a tutte le forme di discriminazione e di violenza contro le donne.
"Questo è un segnale forte - ha dichiarato Silvia Costa - e inequivocabile di solidarietà e di sostegno alle donne che si battono in Nord Africa per la libertà, la democrazia e i diritti umani universali degli uomini e delle donne, contro ogni forma di discriminazione e violenza. Come hanno dichiarato le stesse protagoniste, per loro di tratta della stessa battaglia".
"Con questo rapporto il Parlamento europeo impegna l'Unione europea a sostenere i processi di transizione in corso in Egitto, Tunisia, Libia e Marocco, garantendo il pieno coinvolgimento delle donne nei luoghi decisionali, nei parlamenti, nella nuova Strategia di partenariato Euromediterraneo e quindi negli accordi bilaterali e regionali alla luce del principio del "more for more", più sostegno per più democrazia", ha concluso Silvia Costa.

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