24 aprile 2013
24 aprile 2013

11:05 - Grilli, dopo un anno di notevoli sacrifici paese è più solido

Audizione del ministro sul Def.

"Dopo un anno di notevoli sacrifici ora l'Italia è un pese più solido". Lo afferma il ministro dell'Economia, Vittorio Grilli, nel corso dell'audizione sul Def nelle commissioni speciali di Camera e Senato, che si è svolta ieri sera. "Il risanamento c'è - avverte - ma è un percorso stretto, perché i problemi anche di finanza pubblica sono profondi e vengono da lontano". Il percorso, ribadisce il ministro, "è stretto e richiede la presunzione di sacrificio del nostro paese, che può essere alleviato con dei meccanismi di sblocco della crescita che oggi non abbiamo". Grilli auspica che il prossimo governo faccia "tesoro della rinnovata credibilità internazionale del nostro paese", e invita il futuro esecutivo a intervenire con "azioni di rilancio della crescita e dell'occupazione". "L'urgenza che ha caratterizzato le azioni del governo e lo sforzo di stabilizzazione senza precedenti testimoniato dal presente programma di riforma richiedono di essere sostenuti da azioni di rilancio della crescita e dell'occupazione, anche facendo tesoro della rinnovata credibilità internazionale del nostro paese", osserva il ministro. "Questa è l'eredità lasciata al prossimo esecutivo che - prosegue Grilli - sarà chiamato a dare l'avvio a nuove e importanti politiche di ampio respiro".
"Le riforme possono realmente cambiare i corsi della crescita del paese", afferma poi. Secondo le stime del Mef, le ristrutturazioni varate nel 2012, ricorda il ministro, "porteranno una crescita cumulata aggiuntiva del pil dell'1,6% e del 3,9% nel 2015 e nel 2020 rispettivamente, e fino a 7 punti di pil rispetto allo scenario base nel lungo periodo". La crescita potenziale, di conseguenza, sarà di un punto percentuale maggiore "rispetto a quanto si sarebbe avuto senza riforme", aggiunge Grilli. Se le stime attuali saranno confermate il raggiungimento del pareggio di bilancio per il 2015-2017 richiederà misure dello 0,6% in termini cumulati. si tratterù di una "parte normale del percorso di manutenzione dei conti e non di interventi strutturali", sottolinea.
E il governo ha presentato un'integrazione al Def che elimina il doppio scenario, con e senza l'imu. Una correzione necessaria, spiega il ministro dell'Economia, perché l'Europa non accetta due tendenziali. "Con la prima presentazione è stato messo in luce che Imu è un'imposta nominalmente sperimentale, che implica certi flussi e può avere degli aggiustamenti, non perché poi si cancella", dice. "Il nostro tendenziale è quello che prevede l'Imu", rimarca, aggiungendo che, se necessario, "ci saranno degli aggiustamenti a margine". Il futuro governo e Parlamento decideranno poi se modificare l'Imu, concluede, perché "è nelle sue prerogative: l'importante è che non spariscano nel nulla le entrate che erano state programmate".

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