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Il 10 luglio la Commissione del Parlamento Europeo su Ambiente, sanita' pubblica e sicurezza alimentare (Envi) votera' sulla proposta della Commissione dell'Ue relativa alla revisione della Direttiva sui prodotti del tabacco (Tpd). A fronte dell'attesa decisione cinque associazioni per la tutela dei marchi, Apram, Bmm, Ecta, Marques e Union-Ip, in una dichiarazione congiunta, "incoraggiano" i membri della Commissione Envi e, di conseguenza i membri del Parlamento Europeo, "a votare contro l'introduzione di pacchetti senza logo e contro misure estreme che limitano il normale utilizzo dei marchi, quali l'imposizione di etichette di ammonimento sulla salute che occupino il 75% della facciata del pacchetto, e il divieto arbitrario di mostrare marche o marchi, come proposto dall'Articolo 12 della Tpd modificata".
Le associazioni, a questo proposito, intendono riportare l'opinione della Commissione Giuridica (Juri) per la Commissione Envi del 25 giugno di quest'anno riferendo la 'breve giustificazione'. "Alcune disposizioni della proposta della Commissione - si legge - sollevano anch'esse seri dubbi circa la loro conformita' ai diritti fondamentali, quali il diritto alla proprieta', il diritto alla liberta' di espressione e all'informazione e la liberta' di svolgere un'attivita' commerciale. Questi diritti sono contenuti nella Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea ('la Carta') e possono essere unicamente limitati ai sensi dell'Articolo 52(1) della stessa Carta, qualora la loro limitazione si renda necessaria per soddisfare obiettivi reali d'interesse generale ed e' proporzionale".
Pertanto, "sosteniamo pienamente la Commissione Juri e le altre Commissioni Consultative, - scrivono le cinque associazioni - le quali voteranno tutte contro gli emendamenti che mirano all'introduzione di pacchetti di sigarette senza marchi e con moniti sulla salute eccessivamente grandi (riducendo la dimensione proposta della Commissione del 75% del pacchetto totale al 50%) e a proibire arbitrariamente i marchi come proposto nell'Articolo 12 della Tpd modificata". "Esortiamo pertanto - continuano - i membri della Commissione Envi a fare proprie le opinioni espresse da altre 5 Commissioni parlamentari, cosi' come anche quelle espresse nell'Approccio Generale del Consiglio Europeo il 21 giugno 2013" .
Le cinque associazioni per la tutela dei marchi, firmatarie della dichiarazione, dunque confermano le loro "serie preoccupazioni nei confronti di una legge che precluderebbe, in toto o in parte, ai proprietari di utilizzare legittimamente i propri marchi; questo fatto costituirebbe sostanzialmente un'espropriazione indiretta, per mezzo di una legge, della proprieta' intellettuale privata e comporterebbe l'estinzione dei loro diritti di Proprieta' Intellettuale".
"Qualsiasi legislazione di questo tipo influenzerebbe negativamente i mercati, e - spiegano le associazioni - avrebbe impatti dannosi sulle economie europee e di tutto il mondo, a causa dell'enorme aumento della contraffazione e della pirateria. Quando esiste l'esigenza di raggiungere importanti obiettivi pubblici, quali il miglioramento della salute dei cittadini, qualsiasi legislazione proposta e, o opzione politica deve assicurare la protezione di un giusto equilibrio tra il raggiungimento l'obiettivo della politica e il mantenimento di diritti di proprieta' o di PI legittimi, soprattutto quando non esistono prove concrete che misure estreme contribuiscano a raggiungere gli obiettivi delle politiche pubbliche".
"Inoltre, tale legislazione - avvertono le associazioni - potrebbe causare un effetto domino o di propagazione su altri prodotti o settori industriali, soprattutto quelli che sono gia' soggetti a specifici vincoli obbligatori come alcol, alimenti, farmaci, dolciumi, bevande, cosmetici e automobili". "E' fondamentale che il Parlamento Europeo - conclude la dichiarazione - non trasmetta un messaggio preoccupante alla Business Community relativamente a questo impegno a rispettare e a tutelare i diritti di Proprieta' Intellettuale".