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"I benefici provenienti dall'introduzione della 'fat tax' (tassa sul grasso) sono molto inferiori rispetto ai danni che arreca al sistema economico". Lo dice a Labitalia Massimiliano Trovato, 'research fellow' dell'Istituto Bruno Leoni, che proprio domani partecipera', a Bruxelles, al workshop sulla 'fat tax' in Europa. "Oltre ad aver pubblicato un libro su questo tema - fa notare - da cui chiaramente emerge che questo tipo di tasse non raggiungono l'obiettivo prefissato, c'e' anche l'esperienza della Danimarca. Il Paese, infatti, a poco piu' di un anno dall'introduzione della 'fat tax', ha deciso di ritirarla, perche' i benefici erano molto limitati e gli effetti sull'attivita' economica danneggiavano il commercio nazionale".
"L'imposta danese - ricorda - e' stata abrogata perche' alimentava un florido commercio transfrontaliero a beneficio degli esercenti tedeschi e, in misura minore, di quelli svedesi".
"Il problema di fondo - avverte Trovato - poi e' che c'e' una correlazione molto labile tra i consumi di alimenti e la salute. Il danno che puo' derivare dal consumo di un determinato alimento deriva dalla somma di diversi fattori. Molti Paesi hanno comunque avviato questo genere di politiche e domani sara' interessante assistere al confronto".