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"Bisogna stare estremamente attenti a toccare una riforma che sta producendo effetti voluti perché l'instabilità delle norme non sono amate dagli investitori". Lo ha detto il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, parlando alla commissione Lavoro del Senato, riferendosi alla riforma Fornero sul mercato del lavoro, alla luce dei dati di oggi del monitoraggio dell'Isfol. Il monitoraggio della riforma del mercato del lavoro va implementato e finanziato, ha spiegato annunciando che "nelle prossime settimane partirà un intervento strutturato". E' in arrivo infatti un 'comitato scientifico' che avrà il compito di 'pungolare' il gruppo operativo che già lavora sui dati del mercato del lavoro, "per fare meglio". "Credo sia un metodo anche per avere un dialogo continuo con le parti sociali e poter ragionare", ha osservato.
"Pensare che interventi sul mercato del lavoro, di natura normativa, fiscale o contributiva, generino posti di lavoro sufficienti ad assorbire la disoccupazione è irrealistico. Senza una produzione che cresce nei prossimi mesi e anni non sarà possibile assorbire la disoccupazione", ha avvertito. A giocare a favore di una riduzione della disoccupazione anche, come "elemento indispensabile", le condizioni interne, ha spiegato: "Si deve essere in grado, sul piano normativo di sfruttare ogni refolo di vento che possa gonfiare anche una parte della vela che trascini l'occupazione". Quanto all'ipotesi di 'staffetta generazionale, ha affermato che "è un intervento che ha evidenti vantaggi ma è costoso" e considerato il fatto che "la condizione sociale delle persone a reddito fisso, in alcuni settori, non è proprio favolosa, potrebbe non incontrare un grande successo". Giovannini ha poi detto che la buona notizia è che "le parti sociali stanno affrontando la questione della rappresentanza e non è impossibile immaginare un accordo tra imprese e sindacati su questo tema: stiamo monitorando da vicino ma non è un tema su cui pensamo oggi di intervenire".
Giovannini ha poi annunciato che, dato che il mercato del lavoro necessita di una semplificazione, a questo obiettivo presto sarà attribuita una delega ad hoc a un sottosegretario al Lavoro: l'assenza di semplificazione nel settore del lavoro e della previdenza, infatti, ha spiegato, costa mediamente 5 miliardi l'anno. Quanto ai dati, "lo smottamento dell'occupazione registrato dallo scorso ottobre è stato particolarmente preoccupante", ha detto commentando i dati Isfol relativi al monitoraggio della riforma del lavoro che registra come il livello dell'occupazione nel IV trimestre 2012 abbia raggiunto "il suo minimo dall'inizio della crisi economica". I dati Isfol, però, che registrano un crollo dei contratti di breve durata e un recupero, invece, di quelli a termine sono "un segnale interessante e coerente" con un aggiustamento del mercato del lavoro, ha rimarcato.