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Rafforzare la consapevolezza dei cittadini per non gravare sulla collettività. E’ su questo semplice, ma significativo concetto, che è stato costruito Azione 44, un progetto di educazione finanziaria promosso dall’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Milano in collaborazione con Uni, Progetica e Università Cattolica di Milano per insegnare alle famiglie a compiere le scelte economiche più adatte al proprio ciclo di vita e gestire al meglio i propri risparmi.
“L’idea – spiega l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Milano, Pierfrancesco Majorino – è quella di mettere insieme energie pubbliche e private, un’amministrazione comunale, soggetti della finanza e l’Università Cattolica per dare degli strumenti ai cittadini affinché sappiano in maniera più efficace misurarsi con il tema della gestione dei propri risparmi e con la finanza, che non è soltanto quella delle grandi operazioni, discusse e discutibili, ma riguarda anche i piccoli risparmi che in una fase di questo genere sono talmente delicati e importanti che non vanno depredati con scelte scellerate”.
Il sistema pubblico, secondo il presidente Uni Piero Torretta, sta vivendo un momento di particolare difficoltà, legato alla progressiva e sempre maggiore compressione delle risorse. “In qualche modo – dice – ognuno di noi si dovrà abituare a ragionare in termini di compensazione della minor disponibilità pubblica con una disponibilità privata perché in futuro il welfare pubblico non potrà più garantire ciò che sta facendo fatica a garantire oggi e l’unico modo per garantirsi una sicurezza è quella di una accurata attenzione in una logica di welfare privato”.
E’ in questo senso che l’educazione finanziaria potrà sostenere il welfare. “Non possiamo pretendere – continua il presidente Uni – che i singoli cittadini abbiano una spiccata competenza in una materia complessa come quella della finanza; perciò è necessario creare una correlazione tra le esigenze delle famiglie e i fornitori del servizio finanziario. E la domanda delle famiglie deve essere consapevole, per sapere che cosa cercare e quali sono gli interlocutori migliori ai quali potersi rivolgere”.
Quattro, in particolare, i concetti sui quali il progetto si basa: valore sociale, efficacia, qualità e ricostruzione della fiducia. “Il primo concetto - spiega il presidente di Progetica Gaetano Megale - è l’educazione finanziaria intesa come azione finalizzata a prevenire le problematiche e a promuovere il benessere delle famiglie. Il secondo è l’efficacia dell’educazione finanziaria intesa come pianificazione. Il terzo elemento è la qualità dell’azione di educazione finanziaria. E il modello di Azione 44 - sottolinea - si rifà a norme tecniche nazionali e internazionali (Uni 11402:2011) che specificano come fare bene le cose, garantendo sicurezza e prestazioni certe. L’ultimo concetto è la fiducia nell’azione di educazione finanziaria perché senza fiducia qualsiasi azione non produce nulla”.
E quattro le fasi attorno alle quali si articolerà il programma. La prima, chiamata Io Welfare, fornirà competenze generali e specifiche sulla gestione economico-finanziaria personale per rendere il cittadino in grado di predisporre un documento con il proprio progetto di vita nel quale sono riportate esigenze e risorse economico-finanziarie a disposizione. La seconda sarà dedicata alla ricerca dell’educatore. In un database verranno raccolti i nomi dei consulenti che rispettano i requisiti richiesti dal progetto. Nel corso della terza, chiamata Tu Welfare, le ‘intenzioni’ del cittadino, individuate durante la fase Io Welfare, verranno trasformate dagli educatori in azioni di pianificazione, mentre l’ultima fase sarà dedicata alla valutazione del servizio erogato dall’educatore rispetto a criteri soggettivi e oggettivi.
Alla fine del percorso, il cittadino potrà chiedere al suo educatore, nel caso questi sia anche un operatore del mercato, di implementare il piano. Altrimenti potrà ottenere assistenza nel rapporto con gli operatori del mercato.
L’entrata a regime del progetto di welfare finanziario comunitario sarà anticipata da una fase pilota e una fase sperimentale. La fase pilota, operativa dal prossimo mese di marzo, servirà da test su un campione ristretto di cittadini-utenti e di educatori. Gli esiti riscontrati serviranno per apportare correttivi alla fase sperimentale, realizzata su un campione di popolazione di circa 2.000 utenti e di circa 100 operatori, che permetterà di estendere il servizio a tutta la popolazione di Milano all’inizio del 2014.