5 novembre 2015
5 novembre 2015

12:17 - Bce: "maggiore flessibilità va utilizzata con cautela". Controproducente spostare ancora pareggio

La maggiore flessibilità concessa dalla Commissione Ue "deve essere utilizzata con cautela per preservare la sostenibilità del bilancio e applicare in modo credibile le disposizioni del Patto di stabilità e di crescita" anche perché spostare ancora l'obiettivo del pareggio di bilancio rischia di essere controproducente. Così la Bce nel bollettino economico diffuso oggi in merito ai paesi della zona euro che stanno beneficiando di una maggiore flessibilità tra cui l'Italia.

"La possibilità di applicare le disposizioni sulla flessibilità anche in riferimento a piani di riforme ex ante, a differenza delle riforme già efficacemente attuate, -sottolinea la Bce- rischia di essere controproducente". Assicurare che i piani ex ante siano varati con efficacia, rileva l'Istituto di Francoforte, "necessita di un controllo continuo del processo di attuazione e di un intervento tempestivo in caso di assenza di risultati, per evitare che i paesi abbiano motivo di ritardare o persino arretrare nell’esecuzione dei piani una volta concessa la flessibilità di bilancio".

La possibilità di rinviare l’aggiustamento verso l’Obiettivo di bilancio a medio termine (Omt), senza alcuna compensazione per la deviazione iniziale, sottolinea la Bce, "ritarderebbe ulteriormente il conseguimento dell’obiettivo e contribuirebbe a renderlo un 'obiettivo che si sposta nel tempo' anziché un punto fermo per la programmazione di bilancio".

Infine, rileva l'Istituto di Francoforte, "un’adeguata applicazione delle disposizioni sulle riforme strutturali richiede una valutazione chiara e trasparente dei costi di bilancio a breve termine di tali riforme. Si tratta di un aspetto importante, poiché la portata di tale valutazione è stata recentemente ampliata per interessare una vasta serie di riforme. Sinora non è stata sviluppata alcuna metodologia comune condivisa e si è adottato un approccio qualitativo per valutare l’impatto delle riforme strutturali".

L'impatto combinato delle misure non convenzionali attuate da giugno 2014, osserva ancora la Bce, "ha ridotto considerevolmente i rendimenti in un’ampia gamma di segmenti dei mercati finanziari", in particolare in Italia e in Spagna. In genere, sottolinea l'Istituto di Francoforte, "gli effetti si intensificano all’aumentare della scadenza e della rischiosità. Ad esempio, si stima un impatto notevole per le obbligazioni sovrane a lungo termine, con un calo dei rendimenti sui titoli a dieci anni pari a circa 70 punti base per l’area dell’euro e a circa 100 punti base per Italia e Spagna".

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
Iscriviti alla newsletter
Fiscal Focus Today

Rimani aggiornato!

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.

Per favore, inserisci un indirizzo email valido
Per proseguire è necessario accettare la privacy policy