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Nel 2013, a politiche invariate, il rapporto deficit/pil dell'Italia dovrebbe essere del 2,9%, in lieve calo rispetto al 3% del 2012, mentre nel 2014 dovrebbe essere del 2,5%. E' la previsione della Commissione europea che, sulla base di questi dati, il 29 maggio potrebbe decidere di chiudere la procedura per deficit eccessivo contro l'Italia.
"Questa previsione - sottolinea l'esecutivo Ue - comprende la decisione del governo di regolare la questione dei debiti commerciali arretrati della pubblica amministrazione, che prevede una spesa aggiuntiva pari a circa lo 0,5% del Pil solo quest'anno".
Secondo le previsioni dell'esecutivo di Bruxelles, inoltre, nel 2013 viene confermato il pareggio di bilancio strutturale, con un -0,5%, mentre nel 2014 ci si attende un disavanzo strutturale dello 0,7%.
La riduzione del rapporto deficit/pil sotto il 3%, rileva il commissario agli Affari economici e monetari Olli Rehn, "facilita l'uscita dalla procedura di deficit eccessivo". Uscita che resta condizionata alla continuazione dell'"impegno per finanze pubbliche solide" dal momento che "l'abrogazione della procedura richiede che il deficit sia sotto il 3% quest'anno e oltre". E ancora, il commissario ricorda come sia "importante" il pareggio di bilancio strutturale, considerato soprattutto "l'elevato" livello di debito.
Nuovi record per il rapporto debito/pil dell'Italia. Secondo le previsioni della Commissione Ue, nel 2013 raggiungerà il 131,4% e nel 2014 il picco del 132,2%, contro il 127% del 2012. Il pagamento dei debiti arretrati inciderà per il 2,5% nel bienno 2013-2014.
PIL ITALIA -1,3% IN 2013, +0,7% IN 2014 - Italia ancora in recessione profonda nel 2013, a causa dell'"alta incertezza sulle prospettive della domanda e delle rigide condizioni di finanziamento, che limitano gli investimenti privati", scrive la Commissione europea nelle sue previsioni economiche di primavera, dalle quali emerge che nel 2013 il Pil si contrarrà dell'1,3%, mentre per il 2014 si prevede un +0,7%. "Non ci sono segnali chiari di una ripresa nel breve periodo, dal momento la fiducia dei consumatori e delle imprese resta in territorio negativo", causando dunque una contrazione dell'attività economica per tutta la prima metà dell'anno, avverte l'esecutivo Ue. Qualcosa dovrebbe cambiare nel secondo semestre, grazie al pagamento dei debiti arretrati della pubblica amministrazione, dal quale ci si attende "un sostegno ad una leggera ripresa a partire dal terzo trimestre" dell'anno.
Con i dati pubblicati oggi, l'esecutivo Ue ha rivisto al ribasso le stime contenute nelle previsioni economiche d'inverno pubblicate il 22 febbraio scorso: allora, aveva stimato una contrazione del Pil dell'1% nel 2013 ed un aumento dello 0,8% nel 2014.
DISOCCUPAZIONE, NEL 2013 IN ITALIA ALL'11,8%, NEL 2014 RECORD AL 12,2% - La disoccupazione in Italia continuerà a crescere fino a livelli record. Secondo le previsioni economiche della Commissione europea, nel 2013 arriverà all'11,8%, fino al picco del 12,2% nel 2014. Nel 2012 era stata del 10,7%.
In Europa è stimata al 12,2% nel 2013. "Alla luce della prolungata recessione, dobbiamo fare tutto quello che serve per superare la crisi della disoccupazione in Europa", ammonisce Rehn.
La questione "fondamentale" per l'Italia è quella del "ripristino della sua competitivita' e della capacità di crescere di nuovo e di creare occupazione", afferma ancora. "Sono in contatto con il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni e attendiamo con ansia più dettagli sul programma di stabilità nelle prossime settimane", dice il commissario agli Affari economici e monetari, riferendosi ai dati aggiornati attesi dal nuovo governo italiano prima del 29 maggio.