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''L'Italia ha compiuto notevoli progressi rafforzando le finanze pubbliche e adottando una vasta serie di riforme destinate ad incoraggiare la crescita economica''. Secondo un nuovo rapporto dell'Ocse, ''il nuovo Governo deve garantire il rafforzamento di tali progressi e il perseguimento della medesima strada''.
Nell'ultimo studio economico dell'Ocse dedicato all'Italia si afferma che ''le principali riforme attuate nel 2012, volte ad aumentare il dinamismo del mercato del lavoro e dei beni, devono essere attuate in maniera efficace''. Secondo il rapporto, ''ciò consentirà di migliorare la produttività dell'Italia, consistentemente debole, e di dare slancio alla competitività internazionale del Paese''.
Secondo l'organizzazione parigina in Italia "è impossibile, per il momento, ridurre in modo significativo il livello complessivo dell'imposizione". La priorità resta la riduzione ampia e prolungata del debito pubblico, nonostante si preveda una "diminuzione del Pil dell'1,5% quest'anno, prima di aumentare leggermente dello 0,5% nel 2014".
La crescita sul breve termine, sottolinea l'Ocse, è indebolita dalla "scarsa competitività, dalla riduzione dei prestiti bancari e dall'impatto immediato dei tagli alla spesa pubblica e degli aumenti impositivi che gravano sulle famiglie e le imprese".
Nel suo Rapporto, l'organizzazione parigina fa dunque osservare come ''il mantenimento della consolidazione fiscale sia fondamentale al fine di ricondurre il rapporto tra debito pubblico e Pil verso una traiettoria discendente a medio termine. Le manovre di bilancio dovrebbero essere focalizzate su tagli permanenti della spesa per evitare un ulteriore aumento di livelli impositivi già elevati''.
''E' necessario, inoltre, -continua l'Ocse- avviare una ristrutturazione del sistema tributario per ridurre le spese fiscali inefficienti e rendere il rispetto degli obblighi più facile e meno costoso''. Secondo il Rapporto, ''il livello impositivo che grava sui lavoratori a basso reddito è più elevato che nella maggior parte dei paesi Ocse. La riduzione dell'aliquota fiscale del secondo percettore di reddito in un nucleo familiare consentirebbe di porre rimedio allo scarso tasso di partecipazione delle donne sul mercato del lavoro italiano''.
''Il primo obiettivo del nuovo Governo dovrebbe essere l'attuazione completa delle recenti riforme, il monitoraggio del loro impatto e l'introduzione di miglioramenti, dove necessario", scrive l'Ocse. E il suo segretario generale, Angel Gurria, lo ribadisce durante la presentazione del Rapporto a Roma: "Sono qui per dirvi di mantenere la barra diritta" sulle riforme "e puntare sul futuro". E allora sì che dalla crisi "l'economia italiana ne uscirà rafforzata e più dinamica", aggiunge Gurria sostenendo poi che il nostro Paese "ha una enorme responsabilità sistemica, per questo è importante che abbia successo".
Da parte sua il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, dice: ''Ce la mettiamo tutta'' per uscire dalla crisi nel 2013. "E' molto importante dare corso a quelle azioni di politica economica che ci vengono da più parti richieste", aggiunge il ministro sottolineando che il governo vuole "proseguire con fermezza sulla strada delle riforme strutturali".
Saccomanni ricorda, nel corso del suo intervento alla presentazione del Rapporto Ocse 2013, che l'Italia fa parte di quei "paesi che hanno dimostrato di saper mettere in campo politiche virtuose" e per questo "possono godere di margini di flessibilità" nelle scelte di politica economica. Il ministro evidenzia l'importanza della eventuale uscita dalla procedura di disavanzo eccessivo che dovrebbe arrivare "al massimo entro i primi di giugno".
L'uscita dalla procedura, spiega, "sarebbe un indicatore cruciale al quale guardano i mercati e le agenzie di rating". Soprattutto aiuterebbe a ridurre lo spread "con risultati positivi sull'attività delle banche".