18 gennaio 2016
18 gennaio 2016

12:25 - Cgil: Italia a rischio stagnazione, serve rinnovo contratti

Rischio stagnazione per l'Italia. E' la Cgil, nel secondo numero dell'Almanacco dell'economia, a mettere in guardia da una eventualità "sempre più evidente". "La ripresa che il governo continua a propagandare è ancora lontana e i dati economici dell'ultimo trimestre 2015, purtroppo, lo confermano”, dice ancora il sindacato che ha elaborato un proprio indicatore, l'Iride, alternativo al Pil, con cui misurare la direzione dell'economia. E l'Iride, oscilla tra 1 e -1, nell'ultimo trimestre 2015 è stato pari a zero, "dunque nessuna crescita effettiva del sistema paese”. “La fase di stagnazione - si legge nello studio - è attenuata solamente da un aumento dei consumi delle famiglie, il cui contributo alla crescita della domanda aggregata, però, potrebbe essere neutralizzato dall’annunciata flessione delle esportazioni e della produzione industriale”. Per la Cgil "la variazione positiva dei consumi è da attribuire all’aumento del potere d’acquisto, realizzato soprattutto grazie ai rinnovi contrattuali, che hanno incrementato progressivamente il livello dei redditi da lavoro oltre l’inflazione". Per questo, dice ancora la Confederazione di Corso Italia, "è indispensabile rinnovare i contratti scaduti e aprire una nuova stagione contrattuale all’insegna di un moderno sistema di relazioni Industriali, per uno sviluppo economico fondato sull’innovazione e la qualità del lavoro”.

La crisi dell'occupazione è ancora forte e per tornare ai livelli pre crisi non bastano nè il Jobs act nè gli incentivi al lavoro: "Se si considerano i posti di lavoro persi dal 2008, i nuovi inattivi e le forze lavoro potenziali, restano 'da occupare' almeno 900 mila persone". E' la Cgil, nel suo Almanacco dell'economia a fare i conti sul mercato del lavoro.

"Nonostante i 7 miliardi di euro di incentivi previsti con gli sgravi contributivi per nuove assunzioni e la deduzione Irap del costo del lavoro indeterminato, l’incremento annuo dei lavoratori permanenti è stato poco al di sopra dei 70 mila occupati, a fronte di un nuovo aumento dei lavoratori a termine di circa 115 mila unità", spiega nello studio. Per queste ragioni, conclude la Cgil , "è necessario un piano straordinario di occupazione giovanile e femminile, così come indicato nel Piano del Lavoro, e una modifica radicale della riforma Fornero”.

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
Iscriviti alla newsletter
Fiscal Focus Today

Rimani aggiornato!

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.

Per favore, inserisci un indirizzo email valido
Per proseguire è necessario accettare la privacy policy