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"Come Nucleo di valutazione della spesa previdenziale del ministero del Lavoro saremmo dovuti scadere ad agosto 2012, ma, poiché non c'erano più i presupposti per una collaborazione con il ministero, io, che ne ero il presidente, mi sono dimesso ai primi di giugno e dopo di me si sono dimessi gli altri membri. E devo dire che a quelle lettere non abbiamo mai avuto risposta". Alberto Brambilla, docente alla Facoltà di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative dell'Università Cattolica e uno dei massimi esperti in Italia ed Europa di previdenza, parla con Labitalia della fine dell'organismo di cui facevano parte docenti ed esperti di politiche economiche e previdenziali (tra loro anche Gianni Geroldi, Antonio Golini e Carlo Dell'Aringa).
"Il punto è -sottolinea Brambilla- che questo organismo è previsto da leggi dello Stato, come la legge Dini, con funzioni quali la verifica della sostenibilità del sistema previdenziale, degli spostamenti finanziari e l'adeguatezza delle prestazioni, nonché la verifica dei coefficienti. C'è poi tutta la questione dell'estratto conto integrato, la famosa 'busta gialla' che era proprio in capo al Nucleo e che noi, dopo una prima sperimentazione inviata dicembre 2011 a 100.000 persone, eravamo pronti a spedire a 6 milioni di contribuenti già a luglio 2012. Ma non ci sono state le condizioni per poterlo fare".
Per Brambilla, "trasferire le funzioni del Nucleo, come ha fatto il ministro Fornero, alla direzione generale per le Politiche previdenziali e assicurative del ministero, magari allargata al Mef o alla Ragioneria, pone un problema serio di 'chi controlla cosa', e fa mancare quella terzietà fondamentale nella valutazione di una spesa che tra previdenza e assistenza rappresenta un terzo del totale della spesa dello Stato. Come faranno il ministero del Lavoro o il Mef a sconfessare un loro stesso atto?", si chiede il professore.
Brambilla ricorda che "anche la Corte dei Conti, a giugno 2012, ha fatto presente che manca un organismo deputato a svolgere le funzioni previste dalle leggi". Né è ipotizzabile che il taglio al Nucleo sia stato fatto in ossequio alla spending review: "Lavoravamo a titolo gratuito dal 2007 -ricorda Brambilla- con trasferte a Roma ridotte al minimo perchè ci scambiavamo opinioni e documenti via e-mail".
Quello che dispiace molto a Brambilla, che è anche coordinatore della 'Gionata nazionale della previdenza', l'evento più importante dell'anno in tema di welfare, è lo stop che ha subito il progetto dell'Estratto conto integrato: "E' vero che adesso l'Inps ha reso accessibile questa sezione del sito a chi magari è vicino alla pensione, ma la legge che io ho scritto quando ero viceministro nel 2001 con Maroni, doveva far arrivare a casa di tutte le persone una busta gialla, anzi azzurra nel nostro caso, che contiene l'intera vita contributiva del lavoratore".
Con uno scopo bene preciso: "Informare i giovani e non gli anziani, sul loro futuro previdenziale, a partire dal messaggio che è fondamentale iniziare a costruirsi fin da giovani una pensione complementare", conclude Brambilla.