Rimani aggiornato!
Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.
La fiducia dei consumatori e' tornata a calare a giugno, a 105,7 da 106,2 di maggio. ''La flessione non ci stupisce - commenta Paolo Mameli, senior economist Servizio Studi di Intesa Sanpaolo - in quanto, in controtendenza rispetto al consenso, ci attendevamo una correzione fisiologica dopo l'impennata vista tra marzo e maggio, che aveva portato l'indice ai massimi da oltre quattro anni. Il livello resta comunque superiore alla media di lungo termine (103,9)''. ''Non a caso - continua Mameli - a correggere maggiormente sono le componenti che piu' si erano impennate nei mesi precedenti, ovvero le valutazioni sul clima economico generale (mentre il clima personale migliora lievemente) e le aspettative sul clima futuro (mentre molto lieve e' la flessione del clima corrente). Da notare che tornano ad aumentare, come non accadeva dallo scorso novembre, i timori delle famiglie sulla disoccupazione, dopo il calo che aveva portato l'indice ai minimi da quasi sei anni (segnalavamo i mesi scorsi che tale recupero ci sembrava ''anomalo'' e non coerente con la fase di persistente debolezza del mercato del lavoro)''. In sintesi, la correzione di giugno della fiducia dei consumatori e' ''fisiologica'' e a nostro avviso non cambia il trend di ripresa del morale delle famiglie, coerente con un recupero della spesa per consumi. Anche i dati sulle vendite al dettaglio di aprile (+0,4% m/m: massimo dal gennaio del 2012; +2,6% a/a: record da tre anni), sebbene viziati dalla Pasqua nel mese, introducono qualche elemento di maggiore ottimismo sulle prospettive per i consumi. Occorrera' aspettare i dati di maggio e giugno per quantificare quanto abbia contato l'effetto-Pasqua sui numeri di aprile, e soprattutto verificare l'eventuale impatto del bonus Irpef sulla spesa delle famiglie.