16 aprile 2014
16 aprile 2014

15:11 - DEF: per Polverini, Gelmini e Squeri a rischio credibilità del Paese

“La richiesta di rinvio al 2016 del pareggio di bilancio strutturale previsto per il 2015 desta non poche preoccupazioni. Appare quindi lampante la situazione traballante in cui si trova Renzi i cui grandi annunci vengono puntualmente disattesi”. E’ quanto afferma la deputata di Forza Italia, Renata Polverini.

“Probabilmente si sta accorgendo di aver fatto male i conti e non bastano i tagli che aveva promesso”, spiega Renata Polverini, “Cosa ci nasconde ancora e cosa sta vendendo agli italiani per non rivelare invece la realtà dei fatti? La demagogia con la quale il Presidente del Consiglio affronta quasi tutti i problemi ha posto temi fondamentali per una moderna economia in secondo piano, il job act che doveva essere la prima mossa del nuovo Governo è già slittato al prossimo anno e il DEF non contiene affatto quelle misure necessarie a risollevare imprese e famiglie che continuano a ridurre i consumi per sopravvivere. Altro che
“cambioverso”: quella di Renzi appare piuttosto una retromarcia”.

Per Mariastella Gelmini (FI) “in attesa di cambiare l'Europa, il presidente Renzi deve intanto cambiare le carte in tavola e rinviare il pareggio di bilancio, previsto per il 2015, all'anno successivo. La lettera del ministro Padoan alla Commissione europea dettaglia le motivazioni di questa decisione e rivela l'affanno in cui si trova la politica economica e di bilancio dell'esecutivo. Renzi non ha ottenuto nessuna deroga dall'Europa e deve ora arrampicarsi sugli specchi per tenere fede agli impegni. Non è confortante per gli italiani sapere che il debito pubblico salirà al 134,9% del Pil con il rischio di nuove incursioni della speculazione internazionale”. Per il deputato di Forza Italia “lo Stato deve rimborsare i debiti della P.A. alle imprese perché è una misura fondamentale per fermare la recessione e la disoccupazione, ma preoccupa sapere che rimborserà i debiti facendo nuovo debito e non tagliando la spesa pubblica come vorrebbe il buon senso . Questo significa che i tagli di spesa sono soltanto un'esercitazione teorica senza alcuna conseguenza pratica. Il presidente Renzi evidentemente si è accorto di avere un sostegno tiepido da parte della sua maggioranza e rinvia quello che é il solo passaggio capace di portare l'Italia fuori dalle difficoltà: il taglio della spesa pubblica. Da qui a ottobre Renzi ha il dovere di intervenire sulla spesa. Diversamente, avrà dato un duro colpo alla credibilità dell'Italia”.

Secondo il deputato Luca Squeri (Forza Italia) “le parole del presidente della Confcommercio, Sangalli, ribadiscono ciò che il mondo produttivo si aspetta dal governo: meno tasse, meno spesa pubblica, crescita, lavoro e riforme vere. Nel Def c'è ben poco di tutto questo: le tasse aumentano, la spending review è insufficiente a coprire le promesse quotidiane di Renzi, gli autonomi e le partite Iva vengono dimenticate, per la crescita non c'è quasi nulla. E ora arrivano anche il rinvio del pareggio di bilancio e un rallentamento sul Jobs Act. Renzi si sbrighi a fare qualcosa”.

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