9 novembre 2016
9 novembre 2016

15.37 Ue: rivede al ribasso le stime crescita dell'Italia

La Commissione europea taglia le stime di crescita dell'Italia per il 2016 ma promette - per bocca del commissario agli affari economici Pierre Moscovici - una valutazione "equa e proporzionata" delle sfide che il nostro paese si trova ad affrontare sul doppio fronte migranti e terremoto. Sul fronte Pil nelle previsioni d'autunno l'esecutivo comunitario 'gela' le speranze di Roma con una crescita vista nel 2016 solo allo 0,7% (contro una stima precedente di +1,1%), mentre il prossimo anno la nostra economia dovrebbe crescere dello 0,9% (contro una stima di +1,3%) e nel 2018 attestarsi a +1,0%. Tutti valori ben lontani dalle previsioni del governo Renzi, e che si scontrano con una crescita del Pil dell'Eurozona pari all'1,7% nel 2016, all'1,5% nel 2017 e all'1,7% nel 2018.Nella zona euro - osserva la Commissione - la ripresa "dovrebbe proseguire a ritmo moderato, perché i progressi sul mercato del lavoro e l'aumento dei consumi privati sono controbilanciati da un certo numero di ostacoli alla crescita e dall'indebolimento dei fattori che la sostengono".La Commissione 'delude' l'Italia anche per quanto riguarda il nostro debito (anche questo rivisto al rialzo). L'esecutivo europeo vede un rapporto al 133% del Pil nel 2016 (era al 132,7%) e 133,1% nel 2017 (131,8%), stesso dato ipotizzato per il 2018. Per l'Eurozona si prevede una riduzione del rapporto debito/Pil dal 91,6% nel 2016 all'89,4% nel 2018.

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